Quell’onda che spinge il cristallo a cadere nel vuoto

Descrizione del Progetto

 

NOTE DI REGIA

Lo spettacolo è un atto performativo poetico che trova nel titolo – estrapolato dal copione – un concetto riassuntivo del lavoro svolto.

L’onda per la fisica è una perturbazione che si propaga nello spazio trasportando energia ma non materia. Un esempio che viene citato nel testo dello spettacolo, sono le radiazioni elettromagnetiche.

Il cristallo  è fragile, come è fragile la bellezza dell’essere umano.

Il vuoto è l’elemento principe  del monologo finale: un lancio con il paracadute nel vuoto, una mancanza totale di punti d’appoggio, di riferimenti, uno spazio/tempo ideale per svegliarsi da un lungo sogno e aprire i sensi per la prima volta.

 

Un’indagine sulla condizione umana, una caduta libera verso il mondo interiore della performer che con coraggio abbraccia tutte le sue paure e le trasforma in visioni oniriche.

Un’ora e 10 di spettacolo che rimbalza lo spettatore da un mondo all’altro,  da un personaggio ora verosimile, ora grottesco, senza mai prender fiato; il tempo per riflettere e ricomporre la sequenza di scene avverrà solo a sipario chiuso. A qualcuno resterà l’ironia, a qualcuno la poesia, a qualcuno il senso di impotenza o potenza.

 

SINOSSI

Una creatura – 1/3 alieno, 1/3 macchina, 1/3 “uomo nero” – allestisce il luogo in cui pezzi di umanità condurranno vite inconsapevoli.

Una creatura –  1/3 pupazzo, 1/3 angelo, 1/3 essere umano – vede.

Vede le sconfinate possibilità di evoluzione della razza umana,  la manipolazione che sta subendo e il grido disperato del pianeta che la ospita.

 

Una scienziata con un macchinario di sua invenzione intercetta la voce della Terra e decide di agire in suo favore.

In un laboratorio tre piccoli topolini pedalano per produrre energia, ma uno di loro si accorge che qualcosa non quadra…

In una cucina una donna si sacrifica per i suoi followers infilandosi in un microonde e facendosi friggere il cervello.

Davanti alla Tv un uomo compie una violenza carnale liberando così l’anima della sua vittima.

E se tutto questo fosse un sogno?

Lo è. Basta svegliarsi.

 

 

L’AUTRICE RACCONTA L’URGENZA DI RENDERE ARTE LE PROPRIE PAURE

Le mie paure sono collegate al mondo in cui vivo, che oggi c’è e domani non sappiamo. Le mie paure sono vincolate, dipendenti, sottomesse allo stato sociale e naturale,  alla condizione umana e della natura.

Ho voluto esplorare quel mondo, talvolta imbarazzante, che per sopravvivere nella quotidianità, abbiamo imparato a mettere da parte. E’ emerso un quadro feroce, poetico, sconvolgente della nostra società e del futuro che ci aspetta.

Ho cercato di tradurre in immagini e poesia il limbo in cui mi sono persa, recuperando l’ironia che da sempre mi accompagna. Perché una risata  è sempre a un passo da un pianto, e viceversa.

La composizione finale è un insieme di quadri (o vite in scatola) che si incastrano gli uni con gli altri, un susseguirsi di punti di vista, una carrellata di umanità che sfocia nella disumanità.

 

 

 

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SCHEDA TECNICA

 

 

Genere: Monologo/performance

Durata: 70 minuti

Compagnia: 1 attore, 1 tecnico audio/luci, 1 aiuto tecnico per cambi costume e di scena

Luogo di rappresentazione: al chiuso. Il luogo ideale è un ampio garage dai soffitti alti, un capannone industriale, o un’officina.  Il pubblico deve essere rigorosamente frontale, disposto in una platea a gradoni.

Oscurità: necessaria

Tempi di montaggio: 90 minuti x la scenografia, 4 ore per puntamenti luci

Spazio scenico minimo: 7X5 mt h. 3

Service audio: impianto audio adeguato allo spazio con piastra CD oppure cavo di collegamento per pc

1 radio microfono ad archetto se lo spazio non presenta una buona acustica

Casse monitor su palco + casse per filodiffusione in platea

Service luci: n°10 PC 1000W, 2 sagomatori, utilizzo di altri fari già presenti in loco. Cavi, ganci e quanto serve per l’allestimento luci. Gelatine

Scenografia: Materiale a carico della compagnia

Richieste tecniche: tavolo regia con lampadina. È necessaria una presa elettrica nei pressi del palco per permettere l’accensione di un televisore facente parte della scenografia.

Siae: testo non tutelato

Quinte: minimo 1, laterale, per permettere i cambi costume dell’attrice

Contatti 

Ufficio  Tel/fax  0143 1979734   mob 338 4242378

Mail: info@teatrodelleformiche.it

Project Details

  • Date giugno 2, 2018
  • Tags performace, teatro
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