laboratorio teatrale

COMINCIAMO DAI PICCOLI!
Ecco il proposito del nuovo anno della nostra compagnia.
Chiara Zanetti condurrà un laboratorio rivolto ai giovani che ha come scopo la crescita personale e l’armonia del gruppo.
Il corso avverrà a Tagliolo Monferrato (AL), comune di residenza del Teatro delle Formiche.
Ma per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere questo interessante contenuto:

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Questo progetto nasce dalla convinzione ormai provata e riconosciuta che il teatro abbia una grande valenza educativa e pedagogica. L’attività teatrale, infatti, può rispondere ai bisogni urgenti che i minori si trovano ad affrontare nelle diverse situazioni che la società contemporanea gli impone di affrontare quotidianamente. Il teatro rappresenta un’importante forma d’arte collettiva: fare teatro significa prima di tutto lavorare in gruppo, aprendo tutti i canali per ascoltare se stessi e gli altri e concentrarsi verso un obiettivo comune; un mezzo quindi per affrontare la problematica del non-ascolto, la mancanza di concentrazione e la tendenza ad agire in maniera sempre più individuale, veloce e frammentaria.

Il laboratorio parte dal gruppo di bambini e bambine che si troverà di fronte per sviluppare e approfondire temi che nasceranno spontaneamente attraverso il lavoro collettivo. Il soggetto, infatti, più che essere un mero esecutore di un personaggio preesistente, sarà un soggetto che crea, scoprendo risorse psicofisiche, liberandosi da paure vincolanti e stabilendo contatti con gli altri. Grazie all’eterogeneità del gruppo di lavoro, alla pluralità dei linguaggi e alle contaminazioni di genere, tutti i bambini e le bambine varranno stimolati a divenire creatori in prima persona, protagonisti attraverso gesti, azioni, suoni e parole.

La guida teatrale metterà, quindi, insieme le individualità che compongono il gruppo per trovarne una punteggiatura: è come un foglio bianco in cui le parole sparse, che posseggono autonomamente un loro significato, vengono ricucite dal conduttore attraverso un filo narrante comune che esprime ogni singola sfaccettatura del percorso dell’insieme.

Diventa un passaggio chiave il saper ascoltare, riconoscendo l’altro da sé, cosicché il gruppo troverà la propria forma e all’interno di essa ogni singolo individuo troverà il proprio spazio e il proprio ruolo.

Pertanto, il testo non sarà più un componimento scritto predefinito e inalterabile, ma un copione che nasce e cresce dal lavoro collettivo, dalle idee e dai bisogni del gruppo; un copione che non sarà unicamente parola scritta, ma una partitura di azioni fisiche, dialoghi fatti di domande e risposte, silenzi, micromovimenti o istanti di immobile intensità emotiva, che si ridefiniranno più e più volte in itinere. E il luogo elettivo di questo processo non sarà tanto il palcoscenico, ma il laboratorio: un luogo, cioè, dove si producono idee, si sviluppano tentativi, si mettono alla prova soluzioni possibili; tutto ciò imparando ad usare lo spazio fisico circostante, nella consapevolezza che esso rimanda allo spazio vitale di ognuno di noi.

Emergeranno così abilità, ruoli e relazioni, e lo spettacolo finale, oltre ad avere la duplice valenza di finalizzare il lavoro agli occhi dei minori, e di presentarlo pubblicamente alla cittadinanza, sarà il risultato di un percorso condiviso importante, che ha portato i ragazzi e le ragazze ad una maggior consapevolezza delle proprie capacità creative e comunicative.

In un gruppo di teatro si incontrano singole individualità che possono trovare la forza per dare il meglio di sé a favore della riuscita di un compito collettivo. Allora il teatro diventa un’occasione per migliorare le persone anche e soprattutto nella vita. Infatti la mia idea di teatro è quella di un’arte contro la solitudine, il non ascolto e la tendenza ad una visione dispari dell’essere umano.

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OBIETTIVI GENERALI

Il corso di teatro-narrazione cercherà, attraverso il processo creativo, di aumentare la capacità di ascolto e fiducia verso se stessi e i compagni. Il laboratorio, infatti, abitua i minori all’accettazione della libertà e del punto di vista dell’altro, alla discussione e al coordinamento delle azioni, nella coscienza della responsabilità del singolo per la buona riuscita del lavoro di tutti. Questo perché nella coralità del laboratorio, ogni bambino e bambina è protagonista, in quanto soggetto attivo della realizzazione di un progetto finale o semplicemente di un’improvvisazione, e questo accresce l’autonomia, mantiene alta la motivazione e stimola la curiosità. Inoltre potenzia l’autostima, la conoscenza di sé, delle proprie capacità espressive, e rafforza la capacità di superare situazioni di disagio e insicurezza, in modo da favorire un miglioramento sia sul piano della crescita personale che relazionale.

Nel potenziare la conoscenza di sé, il bambino e la bambina rinforzano anche la conoscenza dell’altro in un ambiente che stimola a vedere la diversità, non come qualcosa di cui avere paura, ma come qualcosa che arricchisce il proprio punto di vista. Per esempio, nell’improvvisazione creativa l’individuo dona al gruppo una narrazione (sia essa fisica, verbale, sonora, etc.) che, nell’atto stesso della condivisione, diventa bene comune e, per tanto, può essere ri-plasmata e narrata nuovamente da un altro componente del gruppo che darà un colore diverso alla narrazione, a causa del suo diverso bagaglio esperienziale. E questo arricchisce il punto di vista di chi per primo ha raccontato, educando al rispetto e alla cooperazione, in un’ottica che contrasta forme di discriminazione e di emarginazione. Inoltre, guida allo sviluppo di una capacità critica costruttiva, che porta a mettersi in discussione, a correggersi e soprattutto a fidarsi del punto di vista del compagno per il raggiungimento di obiettivi e il superamento di difficoltà.

Diventa evidente, alla luce di tutto ciò, quanto sia importante mantenere un atteggiamento di ascolto e di concentrazione costante, che permetta di accogliere le proposte ma anche di modificarle, senza temere l’errore e la conseguente censura, perché i bambini e le bambine si troveranno in un ambiente protetto, dove potranno esprimere liberamente il proprio mondo emozionale.

articolo ovadese

STRUTTURA DEL LABORATORIO

  • Una parte propedeutica, detta “training dell’attore”, finalizzata alla scoperta delle possibilità espressive e comunicative del corpo, dello sguardo e della voce.
  • Una parte di creazione, detta “improvvisazione”, in cui, partendo da un tema più o meno dato, avviene la creazione singola o collettiva di una piccola parte di tutto quel materiale creativo che verrà prodotto durante l’anno e che verrà tenuto a mente dalla guida teatrale in vista dello spettacolo finale.
  • Una parte di formalizzazione, detta “prove”, in cui la guida teatrale assume maggiormente il suo ruolo da regista; riguardando tutto il materiale creativo di cui sopra, infatti, crea una partitura per il gruppo, che non è unicamente un testo da recitare, ma un vero e proprio copione teatrale, da agire, vivere e fare proprio.
  • Spettacolo finale.

 

DESTINATARI

Il progetto è destinato a tutti i bambini e le bambine della scuola primaria, divisi in gruppi per fascia d’età: dai 6 ai 7 anni e dagli 8 ai 10 anni, e ai ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo livello.

 

COSTI E ORARI

Le lezioni si terranno il mercoledì dalle 16.30/16.45 in avanti. Il costo sarà da un minimo di 20 € al mese ad un massimo di 30 €,  in base al numero delle presenze

LEZIONE DI PROVA GRATUITA   MERCOLEDi 23 GENNAIO !!

ll corso partirà al raggiungimento minimo di partecipanti.
info al nr 338 4242378 oppure 328 9111855